1. L’interrogativo posto dall’alterego virtuale che, da un centro ideale dispone attraverso rotazioni del busto, del capo pareti angolate scostate di un quanto che distingue un campo limitato, la sequenza di campi. Chi è questo alterego virtuale? E quale rapporto ha la sua azione formativa, idealmente circospettiva con la circospezione spontanea che costituisce il patrimonio genetico di cui, come uomini disponiamo?

2. L’abitante di questo spazio virtuale, come alterego coincide davvero con il corpo personale di chi pure lo pensa? Il primo studio quello dell’opus architectonicum di Francesco Borromini, conduce ad una smentita. Benchè non radicale. Non coincide, infatti esclusivamente, ma esemplarmente o paradigmaticamente e strutturalmente o antropologicamente. Proprio per questo può altrettanto bene farsi chierico appartenente alla regola di san Filippo Neri, onde seguire le prescrizioni distintive del tempo regolato. Queste, come un programma, mi sembravano essere simili alle funzioni.

Tuttavia emergeva subito che non si poteva trattare del tempo ma delle proprietà dello spazio che convenzionalmente potevano essere appropriate ad esporre convenienze di luogo idonee ai tempi della regola. Emerge la pregnanza delle categorie vitruviane nella relazione tra convenienza e caratteri dei luoghi, cioè tra costruire ed abitare quindi tra tempo/spazio.

Emerge altresì che convenienza e caratteri dei luoghi non coincidono.

Emerge, altresì il valore della mente che pensa i caratteri dei luoghi indipendentemente dalle convenienze. L’esito manierista e “barocco”.

3. L’auctoritas di Vitruvio contro la soggettività apparente dell’oggetto virtuale.

La ricerca francese del rinascimento. Uno sbocco non manierista e antibarocco.

Il procedimento illuminista per sistemi di serie armoniche. A partire dall’area o dal cuore dell’edificio. Studio dei progetti di Blondel e Ledoux.

4. Feedbak alla scoperta/invenzione di Brunelleschi/Alberti.

Discussione di una rilettura in vista di una geometria del corpo umano per la circospezione mentale.

5. Studio di Arnheim, La dinamica della forma architettonicaL’imprescindibile valore dello spazio virtuale o della pianta nei confronti dell’esperienza somatica dei luoghi. L’architettonica del pensiero di Kant. Si risale a Cartesio e Galileo. Si discende a Merlau-Ponty e Desanti. Ed alla rilettura di Husserl.

6. Studio di Yates. Studio della circospzione di un edifico architettonico al fine di costituire intenzionalmente una mappa mentale il cui esporre la sequenza dei loci in un racconto architettonico non finalizzato all’abitare ad un circonspicere mentale ai fini di rafforzare la memoria nel pronunciare l’orazione. Ma anche di sostenere l’immaginazione nel concepirla.

Le epistole di Plinio riportate dal Trattato di Durand el’epistola di Raffaello per descrivere la villa madama al Papa. La doppia esposizione di Raffaello (epistola) e Sangallo (disegno di pianta) nell’poca postalbertiana. I quattro libri dell’Architettura di Palladio come divulgazione della descrittiva architettonica in disegni sistematici. Divulgazione mondiale della invenzione rinascimentale per gli architetti.

7. Studio di Choay. La competenza di edificare da L ’Allegoria del patrimonio alla luce di Espacements. L’ idea di competenza d’abitare/costruire come patrimonio genetico della specie. Abitare/costruire: circospicere nell’esplorare per agire. Il primato dello spazio di contatto. Il paradigma dello spazio di contatto e la implicazione nei paradigmi che lo sostituiscono.

8. Zeitgeist di temporalità urbana o biografia urbana: i proto paradigmi filaretiani di tipologia edilizia e morfologia urbana. Cenni ad un seguito di tipolgia urbana: Durand e Shinkel. Boito, Muzio e Terragni. Cenni ad un seguito di morfologia urbana: Berlino, Londra, NewYork, Barcellona, Vienna. La città lineare degli anno ’40. Per una teoria del pardigma urbano alla scala d’oggi, ibridi ed eterotopie. Pechino oggi.

 

Indice provvisorio.

Antefatto.

Premessa.

Avvertenza.

Il percorso autoistruttivo.

1°§. Il punto di partenza

2°§. L’esercizio ingenuo del disegno di progetto: la domanda nel primo “fatto”, il primo disegno di progetto. L’esperienza di una percezione immaginativa e opertiva.

3°§. Per una Metodologia della visione o Fenomenologia della percezione (circospezione) per l’architettura.

4§. Lo spazio dell’architetto: il foglio da disegno, un fondo per la proiettività descrittiva: tettonica (conservatrice dei rapporti di misura) e per la proiettività vedutistica (deformante i rapporti di misura).

5§. L’esplorazione del mondo e l’esplorazione dello spazio virtuale: circospezione somatica e progetto architettonico.

Primo studio. Studio dell’Opus architectonicum di F. Borromini.

1§. Il disegno architettonico come esito dell’esplorazione dello spazio virtuale finalizzata alla “progettazione” dell’edificio virtuale.

7§. Feedbak alla ricerca attuale di teoria dell’architettura: le operazioni di astrazione/concretizzazione del rilievo e della progettazione nell’era del disegno digitale.

Secondo studio. Vitruvio auctoritas del rinascimento francese.

Terzo studio. Feedbak alla scoperta/invenzione di Brunelleschi/Alberti. Per una geometria del corpo umano alla base dei programmi parametrici pe la progettazione assistita da computer.

Quarto Studio.  Studio di Arnheim, La dinamica della forma architettonica

Quinto Studio.  Studio di Choay. La competenza di edificare alla luce di Espacements.

Sesto Studio. Studio di Yates. L’ Arte della memoria.

Settimo studio. Biografia e metabolismo urbano o zeitgeist di temporalità urbana.

 

 


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