L’articolo “Disegno a mano libera, ricerca e invenzione”, pubblicato il 19 Maggio 2017, è il primo di una serie di tre. Di seguito pubblichiamo il secondo, “Il volto del paesaggio. Landscape and Drama” e “400 passi nel cuore di Milano”.  Trattano i modi di catturare l’esperienza del paesaggio dall’interno dei luoghi caratteristici della città e propongono una esperienza pratica di townscape storyboard in base ad  un percorso di circa 300 metri che attraversa da Sud a Nord piazza Duomo a Milano.
A questo ci ha condotto lo studio di “Townscape”, il lavoro dell’urbanista britannico  Gordon Cullen, edito nel 1961 (e riedito dieci anni dopo), in cui schizzo e fotografia vengono usati per descrivere l’ambiente, anche con visioni seriali, sequenze di avvicinamento, attraversamento, circospezione. L’intento di Cullen è quello di recuperare “ciò che si è perso”, la sapienza che deriva da ciò che si forma spontaneamente e si stratifica nelle città storiche, per ampliare in modo esponenziale la gamma delle espressioni con cui guardare lo spazio edificato e modellarlo. Venti anni dopo Townscape, il sociologo americano Richard Sennet utilizza un approccio simile su alcuni borghi e città italiane. L’obbiettivo è catturare la dinamica strutturale della scena attraverso la rielaborazione a schizzo di una fotografia e l’attribuzione di un nome o categoria di appartenenza in modo che l’asserzione abbia un carattere auto-evidente.

Davide Scarani

Ego e disegno

Al centro il diagramma Freudiano che descrive la Psiche umana.
Da sinistra: autoritratto di A. Siza, studio di Michelangelo, tempio dorico di L. Kahn, Cornice (“picture frame”) dallo storyboard “400 passi nel cuore di Milano” di D. Scarani.

 

 

 


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